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Diffamazione Reputazione Azienda

Difesa legale diffamazione

Diffamazione Reputazione Azienda

La nascita di internet, la sua accelerazione continua e lo spostamento dal mondo reale a quello virtuale, hanno comportato una serie di difficoltà anche sotto il profilo della reputazione aziendale.

Per una società diventa rilevante difendere la propria reputazione, soprattutto da attacchi pubblicitari di altre società concorrenti nel settore, magari non proprio trasparenti ed eque nella rappresentazione.

La Cassazione con sent. n. 949/2012 ha esteso il reato di diffamazione anche ai danni di una persona giuridica.

Diritto all'oblio

In un mondo dove oramai un frammento, e in molti casi anche più di uno, della nostra vita viene inoculato spontaneamente, o mediante terze persone, sul web, si è pensato se sussistesse un diritto in capo alla persona, vittima o condannato che sia, di eliminare qualsivoglia informazione su di se. Il difficile punto di equilibrio tra l’interesse della collettività nell’informarsi in merito ad una persona ed il diritto di quest’ultima, d’altro canto, di vedersi in qualche maniera essere “dimenticata”, ha portato il legislatore alle “corde”, in quanto ha dovuto necessariamente prendere una posizione.

Il problema si è spostato anche sotto il profilo europeo con una nota sentenza che ha visto come protagonisti, da una parte, Mario Costeja González e, dall’altra, il motore di ricerca più utilizzato nel mondo, Google; sul punto, è stato sancito l’obbligo di Google, in quanto “titolare del trattamento” dei dati personali, di cancellare i link a siti web di terzi a richiesta dei soggetti interessati.

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Diffamazione Responsabilità Giornalista

Difesa legale diffamazione

Diffamazione Responsabilità Giornalista

Bilanciamento tra dignità individuale e libertà di informazione. Si fronteggiano, infatti, due diritti costituzionalmente garantiti.

Si riconosce oggi l’esercizio di un diritto di cronaca e, di conseguenza, “la narrazione storica dei fatti” è un diritto che viene compreso in quello più concernente la libera manifestazione di pensiero e di stampa sancito dall’art. 21 Cost.. Non può sottacersi, d’altra parte, che l’esercizio di tale diritto deve considerarsi legittimo solo se concorrono determinate condizioni (Cass. Civ. Sez. I, 18 ottobre 1984, n. 5259): interesse sociale dell’informazione; verità del fatto dei fatti esposti; forma “adeguata” dell’esposizione dei fatti e della loro valutazione.

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Diffamazione Responsabilità Influencer

Difesa legale diffamazione

Diffamazione Responsabilità Influencer

Partiamo subito nel dire che gli influencer sono individui capaci di avere un rilevante impatto sugli utenti mediante la comunicazione. Figure che sono diventate, sempre più spesso, un punto di riferimento per famosi brand, i quali infatti investono migliaia di euro ogni anno per pubblicizzare il proprio prodotto.

La loro influenza è dovuta alla reputazione che essi si sono guadagnati col tempo, grazie alla loro conoscenza, capacità relazionale ed autorevolezza. Le persone oramai scelgono proprio in base ai loro pareri, considerati più attendibili e “familiari”, in quanto il brand, preso singolarmente, appare troppo “freddo” ed affidabile.

L’immagine dell’influencer marketing diventa quella “terza persona” che permette di avvicinare i brand ai consumatori. Ciò che lo caratterizza non è tanto il fatto di essere famoso, ma la capacità di instillare fiducia nelle persone.

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Diffamazione ambito giudiziale

Difesa legale diffamazione

Diffamazione ambito giudiziale

Con questo termine si richiama quanto viene disposto dall’art. 598 c.p., a norma del quale “non sono punibili le offese contenute negli scritti presentati o nei discorsi pronunciati dalle parti o dai loro patrocinatori nei procedimenti dinanzi alla Autorità giudiziaria, ovvero dinanzi a un’autorità amministrativa, quando le offese concernono l’oggetto della causa o del ricorso amministrativo”.

Il diritto di difesa di cui all’art. 24 della Costituzione, infatti, trova il suo più ampio esercizio con tale disposizione, tanto è vero che le offese pronunciate nelle sedi opportune non sono punibili.

Si è discusso, al riguardo, se tale diritto costituisse una causa di giustificazione ovvero una causa di non punibilità, non facendo venir meno, in tal caso, l’illiceità della condotta; parrebbe che, oramai, tenda a prevalere la seconda tesi, anche se con certe precisazioni.

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Diffamazione social media

Difesa legale diffamazione

Diffamazione social media

Dalle tipiche lettere utilizzate per la corrispondenza di tutti i giorni, per le quali si doveva sostenere a lungo termine dei costi non indifferenti, siamo passati oramai a comunicare con gli altri via web. La comunicazione, effettivamente, ha fatto passi da gigante, garantendo all’utente un uso più veloce, gratuito, ed, in alcuni casi, anche più tutelato sotto il profilo della privacy.

A seguito delle email, blog, siamo giunti alla “versione 2.0” con Facebook, Twitter, Whatsapp, e per quanto riguarda gli esercizi pubblici, quali i ristoranti o gli alberghi, sono nati siti come Booking, Venere, TripAdvisor, e ora anche The Fork.

In ogni caso, il nocciolo duro per l’Avvocato che si trova a dover verificare la sussistenza della diffamazione rimane sempre uno: “la comunicazione con più persone”.