L’ONORE MINIMO

Dal momento che abbiamo definito la reputazione come la considerazione che l’individuo ha all’interno della società, si è posto il problema se vi fosse una “onore minimo” quale base comune per tutti i soggetti diffamati. La risposta da parte della giurisprudenza è stata affermativa; infatti, pensando al contrario, si finirebbe per consentire una discriminazione che, per ovvie ragioni, non può trovare luogo all’interno del nostro ordinamento, poiché un’offesa potrebbe sussistere per determinate persone e non per altre. Oltre a questo “comune denominatore”, vi è anche ovviamente “un onore specifico” che abbraccia tutte quelle circostanze inerenti ad una persona determinata, quale il proprio stato familiare ovvero l’attività lavorativa svolta, per esempio. Di conseguenza, dare del “verme” ad una persona costituisce reato a nulla rilevando il suo ceto sociale, condizioni economiche, stato familiare e altro.

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