DIFFAMAZIONE SU TRIPADVISOR, THE FORK: RISARCIMENTO DEI DANNI

In tempi passati neanche troppo lontani, si passava in un’agenzia di viaggio per chiedere informazioni e, soprattutto, consigli su posti bellissimi, magari anche economici e con servizio all inclusive. L’esperto forniva una serie di indicazioni, supportato anche da diversi depliant, brochure turistici, che fungevano da bussola per il cliente.

Oggi è tutto cambiato. Tutto quel chiacchierare ore e ore oramai è passato. Con TripAdvisor il comune turista trova le risposte ad ogni domanda; infatti, si può fare una radiografia di ogni ristorante, albergo ed altre attività, grazie alle recensioni.

Il sito comprende oltre 200.000 attività, più di 30.000 destinazioni in tutto il mondo ed è visitato da circa 390 milioni di persone. E’ indubbia la rivoluzione nel mondo del turismo. Si parla anche che il 10% delle spese per i viaggi su scala mondiale sia stato influenzato da TripAdvisor.

Ciò che caratterizza questo sito è che i recensori possono lasciare il commento anche con un nickname, ed, inoltre, non è richiesto a chi posta la recensione di fornire alcuna dimostrazione di essere stato realmente nel locale. Ne discende inevitabilmente il fenomeno dei fake account che, da una parte, danneggiano l’immagine, ovvero osannano l’esercizio commerciale.

Ciò nonostante, questo fenomeno viene temperato dal numero notevole delle recensioni, che permette all’utente esperto di vagliarne ognuno sino a portarlo alla reale valutazione. Si crea infatti una valutazione reale ed una percepita, proprio come la temperatura: ci sono magari 30° ma percepiti sono 35°.

Situazione simile la troviamo sulla piattaforma “The Fork”, piattaforma nata nel 2007 e che nel 2014 è entrata a far parte della TripAdvisor Media Group. Opera attualmente in 11 Paesi: Francia, Spagna, Svizzera, Belgio, Italia, Paesi Bassi, Danimarca, Svezia, Portogallo, Brasile e Australia. Stante i numeri, si espanderà molto probabilmente ancora.

A differenza del primo, su The Fork per lasciare una recensione bisogna necessariamente essere passati; in particolare, il sistema richiede dei punteggi molto precisi in merito alla qualità dei piatti, i tempi di attesa, la location ed altro, spingendo il cliente in qualche minuto ad essere sincero e diretto.

Anche qui si presenta il medesimo problema in merito alle recensioni meramente finalizzate a screditare il ristorante, ovvero a farlo apparire il più “gustoso” nell’area di ricerca.

Sono nati, in proposito, i primi attacchi diffamatori o quantomeno critiche aspre, spesso anche per circostanze che non rientrano nella “sfera di influenza” del ristoratore o in linea generale del titolare; da tanto, ci si è chiesti allora quali fossero questi limiti. Ebbene, la recensione su TripAdvisor o su The Fork andrà valutata come se fosse scritta su un giornale e dovrà passare sotto la lente del diritto di critica, e nello specifico sotto i parametri della verità del fatto e della continenza.  

Ne discenderebbe, ove sussistessero degli elementi idonei a sostenere la responsabilità diffamatoria in capo all’utente, un risarcimento patrimoniale per i danni cagionati all’immagine dell’attività commerciale, da quantificarsi di caso in caso.

Il nostro staff è a disposizione per informazioni ed approfondimenti, contattaci telefonicamente al numero 02/89952659.